|
|
|
UNIVERSITA' DELLE TRE ETA' - OSTUNI
Prof. SANDRO MASSARI
LINEE PROGRAMMATICHE DEL NUOVO ANNO ACCADEMICO
ANTONELLA COLUCCI e GIOVANNI FRANCIOSO conducono lo spettacolo musicale OMAGGIO MUSICALE A…LUCIO BATTISTI Con le voci di: Jenni Farina – Dario Laveneziana – Sara Semeraro Giovanni Laveneziana – Angela Semerano
31 OTTOBRE 2008
PROF. SANDRO MASSARI
Con questo primo incontro avviamo il nuovo Anno Accademico che avrà l’inaugurazione ufficiale, venerdì prossimo, 7 novembre, con la prolusione tenuta dal prof. Franco Totaro, ordinario di Filosofia Morale nell’Università di Macerata. La prolusione, come avete potuto rilevare dal programma del primo periodo dell’Anno Accademico, avrà come tema “Essere cittadini oggi”.Un tema che è al vertice del dibattito culturale odierno e che tocca le ragioni del nostro stare insieme nell’Unitrè. Tutta l’attività della nostra associazione mira a favorire la formazione culturale e umana degli associati e degli adulti/anziani della nostra città e di un più vasto ambito territoriale; i nostri incontri culturali del venerdì, infatti, sono aperti alla cittadinanza: il tutto per favorire l’esercizio di una cittadinanza consapevole e solidale. Questo nuovo Anno Accademico è il ventiquattresimo di vita della nostra Associazione; col prossimo celebreremo il venticinquesimo. Venticinque anni sono tanti: il tempo di una generazione. Sarà quella celebrazione l’occasione per riflettere sul lungo cammino fatto, sul ruolo che la nostra Associazione ha avuto ed ha nello sviluppo culturale e civile della nostra Città e di un territorio più vasto. Questa riflessione, che avviamo sin da quest’anno, è importante perché favorisce, in noi prima, e nella cittadinanza poi, la consapevolezza della identità della nostra Unitrè. Consapevolezza che vale non già ad inorgoglirci (siamo bravi!), ma a stimolarci per un impegno di partecipazione più generoso e più producente. Sono ancora tante le potenzialità di crescita della nostra Unitrè; si tratta di continuare a scoprire le tante risorse della nostra Città e del nostro territorio; si tratta di adoperarsi non solo e non tanto per la sua crescita quantitativa (col nostro impegno possiamo e dobbiamo far crescere il numero dei soci), ma adoperarsi soprattutto per una crescita qualitativa della nostra Associazione che, in qualità di “Universitas”, può mobilitare intorno ai problemi della odierna e complessa realtà tante presenze significative che nella nostra città e nelle Città di un più vasto territorio operano bene nel loro specifico ambito. Parlo di presenze qualificate di associazioni e di singole persone. Ad incoraggiarci a continuare il nostro cammino che costa fatica e sacrificio, ci sono testimonianze di generosità e di attaccamento. Ne richiamo qualcuna alla nostra attenzione. Per il rinnovo del Consiglio Direttivo c’è stata la generosa disponibilità di diversi consiglieri a mettersi da parte per favorire il ricambio. Ringrazio per questa loro disponibilità Gianna Carrino, Maria Rosselli, Franco Grande e Renato Sgura, sull’apporto dei quali l’Unitrè potrà sempre contare. E così sono entrati nel Consiglio Direttivo nuove energie: Antonella Colucci e Giovanni Francioso, dei quali, fin da questa sera vedremo i primi frutti del loro impegno; e poi Franco Zaccaria che sarà il direttore dei corsi e dei laboratori promossi dall’Unitrè; e infine Stefano Cavallo che, quale vicepresidente, darà più di una mano al vecchio Presidente che il Consiglio Direttivo ha voluto che rimanesse in carica nonostante i suoi 86 anni (si rischia di dover cambiare il nome della nostra Associazione: non più “delle tre età”, ma “delle quattro o cinque età”). Veniamo ora alle linee programmatiche di questo Anno Accademico tracciate sin dalla fine della scorsa estate dal nuovo Consiglio Direttivo. L’attività culturale dell’anno accademico 2008/2009 della nostra Unitrè si svolgerà seguendo i percorsi progettuali che la nostra Associazione si è andata costruendo, avendo come finalità la crescita culturale e umana dei suoi associati e della più vasta comunità cittadina. Ci siamo costruiti uno spazio - quello continuo e programmato degli incontri culturali settimanali del venerdì – che risponde al concetto proprio di “Universitas”, perseguendo una cultura non accademica, non disciplinare, non ripetitiva, qual è quella della Scuola; una cultura, invece, legata alle esigenze della vita reale dell’adulto/anziano di oggi, una cultura che lo aiuti a comprendere i complessi problemi della società odierna e a stabilire relazioni significative con i soci e con gli altri che prendono parte agli incontri culturali del venerdì, aperti alla prendono partecipazione dei cittadini di Ostuni e dei paesi vicini che non dispongono di tale spazio. Alcuni incontri - come per gli altri anni - saranno promossi unitamente alla Civica Amministrazione, della quale la nostra Associazione ha il patrocinio, o a singole associazioni che perseguono in modo specifico le finalità dei temi proposti. Questa collaborazione, che porta ad una maggiore incidenza del messaggio culturale nella più vasta comunità cittadina, continuerà così a rendere la nostra UTE, proprio quale “Universitas”, punto di riferimento essenziale nelle attività culturali delle istituzioni e dell’associazionismo cittadino, che in Ostuni è ricco di presenze, alcune alquanto vivaci e significative. All’attività culturale svolta nello spazio negli incontri settimanali del venerdì, saranno complementari le altre iniziative che anche in questo Anno Accademico saranno promosse dalla nostra UTE: corsi monotematici, cineforum, visite guidate sul territorio, incontri di socialità. Ecco la programmazione dell’anno 2008/2009 nelle sue linee di massima. Sarà resa tutta particolareggiata, come è stato fatto per il primo periodo (ottobre/novembre/dicembre 2008), nei tempi che precedono gli altri due periodi dell’Anno Accademico; secondo periodo (gennaio/febbraio/marzo 2009); terzo periodo (aprile/maggio/giugno 2009). Così la programmazione anche per questo anno terrà impegnato il Consiglio Direttivo in continuità. Una prima serie di incontri culturali sarà dedicata alla “Lettura del nostro tempo e recupero della nostra memoria storica”. I temi che saranno affrontati riguardano le problematiche relative ai seguenti fenomeni: 1. Emigrazione e integrazione degli emigranti nel territorio, in particolare nel territorio della nostra Regione, della nostra Provincia, della nostra Città; 2. economia del libero mercato nell’epoca globale. – Crisi dello sviluppo economico e fame nel mondo globalizzato; 3. Il federalismo in Italia. – Le ragioni e le difficoltà di un federalismo solidale in Italia. 4. Emergenza educativa. – Ruolo delle diverse agenzie educative (famiglia, scuola, associazionismo) per superare l’emergenza. 5. Valori del Risorgimento italiano, rimasto incompiuto. 6. Bimillenario della nascita di San Paolo apostolo delle genti e della sua testimonianza. Una seconda serie di incontri sarà dedicata alla “Conoscenza della nostra città e del suo territorio”. Spazio sarà dato ai grandi testimoni del passato della nostra città e ai problemi dell’odierno sviluppo. Una terza serie di incontri sarà dedicata a momenti di ricreazione dello spirito con la musica, la poesia, l’arte, il teatro, le bellezze naturali, e gli altri beni storici e culturali della nostra Città e del nostro territorio. Non mancheranno momenti di socialità con escursioni, gite e incontri conviviali. Dei corsi monotematici e del cineforum che intendiamo promuovere vi parlerà il direttore, professor Franco Zaccaria, il professore Mario Pantaleo e la professoressa Antonella Colucci.
PROF. FRANCO ZACCARIA Grazie e buonasera a tutti. È un grande piacere incontrarvi. Io qui, in qualità di direttore dei corsi - come il grande professore Massari mi ha chiamato - cercherò di dare il mio contributo nella organizzazione e nel funzionamento dei corsi monotematici e di altre attività di laboratorio e ricreative; attività e corsi che, ad onor del vero, sono stati istituiti con il lavoro degli anni precedenti per cui adesso - ve lo confesso - fare questo lavoro è molto facile poiché trovo già il terreno spianato. Continuando il lavoro svolto negli anni precedenti, anche quest’anno si è ritenuto opportuno organizzare dei corsi monotematici e metterli a disposizione dei soci. Noi continueremo inizialmente con i corsi di computer tenuti dal collega prof. Mario Pantaleo ; il Cineforum bene organizzato, come sempre, dal professor Mario Pecere; il corso di inglese, che è il quarto anno che mi onoro di coordinare. Quest’anno ci proponiamo di organizzare anche il corso di Storia dell’Arte tenuto dalla professoressa Antonella Colucci. Questi sono i corsi che il Consiglio dell’Università delle Tre Età ha ritenuto opportuno confermare e proporre per l’utilità degli iscritti all’Università. Nulla toglie, però, che se ne possano organizzare altri in base ai risultati di quel questionario che ci è stato inviato a casa, proprio per incontrare e soddisfare il più possibile i “desiderata” degli iscritti. Quindi, nessuno di noi propone arbitrariamente dei corsi e, se ci saranno altre richieste, ci attiveremo con tutte le nostre energie di poterle soddisfare. A questo punto vi chiedo gentilmente di rispondere a quel questionario che vi è stato inviato a casa, evidenziando quelli che sono i vostri desideri e i corsi che vorreste frequentare, in modo tale che si possano organizzare e portare a termine. A questo punto non voglio rubare ulteriore tempo e invito i colleghi che condurranno questi corsi ad illustrarvene brevemente il percorso. PROF. SSA ANTONELLA COLUCCI Grazie e buonasera. Il corso che cercheremo di organizzare è articolato in sei lezioni, di cui cinque saranno svolte presso una scuola che sceglieremo, mentre l’ultimo incontro sarà una visita guidata in Ostuni, perché quest’anno partiremo da Ostuni e poi vedremo, nei prossimi anni, quale potrà essere lo sviluppo di tale corso. Una cosa importante: gli argomenti che saranno affrontati sono stati già trattati, sono molto noti e conosciuti. Noi cercheremo di preporre itinerari(non nel senso pratico del termine) virtuali diversi. Partiremo con: i monasteri, conventi, chiese e monumenti, palazzi e portali, vie, piazze e nomi popolari. Vorrei aggiungere solo questo: una lezione non sarà tenuta da me, ma dalla professoressa Enza Aurisicchio - la massima autorità nel campo della Storia dell’Arte in Ostuni e non soltanto in Ostuni - che ci ha fatto l’onore di accettare il mio invito ed io sono anche contenta per questo. Questo corso, però, lo terremo nella seconda parte delle nostre attività didattiche.
PROF. MARIO PANTALEO Un caro saluto a tutti. Per me è il terzo anno di corso. Fino ad ora è stata un’esperienza meravigliosa dal mio punto di vista e non perché sia bravo io, ma perché sono bravi i miei alunni, che io chiamo affettuosamente così. Quest’anno ci avventureremo nel mare periglioso, ma affascinante di Internet. Parole come blog, chat, e mail, non dovrebbero avere più segreti per noi alla fine del corso. Forse sono un po’ ambizioso, ma la classe, stando ormai al terzo anno, lo permette. Ciò non toglie però che chiunque finora è spaventato dall’accostarsi alla tecnologia e voglia farlo, avrà la possibilità (ovviamente,se c’è un numero consistente che lo richiede) di cominciare da zero, ma proprio da zero, a cominciare da come si accende il computer. Invece, chi è già al terzo anno, con me potrà intraprendere questo viaggio che, spero, possa essere interessante ed anche piacevole come, credo, lo sia stato anche per questi due anni scorsi.
PROF. FRANCO ZACCARIA Nei nostri piacevoli incontri settimanali - per quanto riguarda la lingua inglese – sarà un piacere avventurarsi in nuove situazioni, senza libri senza compiti a casa, col grande piacere di stare insieme. Quest’anno ci sarà anche una novità: ho avuto la fortuna di incontrare una signora dell’aristocrazia inglese che vive ad Ostuni per alcuni mesi. Le ho chiesto la cortesia di venire nel mio studio durante questi incontri e di mettersi a disposizione per far apprendere proprio dalla viva voce di un inglese suoni e parole di tale lingua. Per quanto riguarda, poi, il Cineforum, il professor Pecere ci comunicherà qual è il tema conduttore di quest’anno. Ulteriori avvisi e notizie circa incontri, corsi e attività vi saranno sempre comunicati per tempo, durante le serate settimanali del venerdì. Una cortesia: nel compilare il questionario, qualora sceglieste il computer o l’inglese, cortesemente indicate pure a che livello di conoscenza siete, in modo da poter organizzare corsi di livello adeguato. Grazie e arrivederci.
PROF. SANDRO MASSARI. Prima di iniziare la seconda parte della serata, è bene passare la parola al Sindaco. Io, stasera, colgo l’occasione per ringraziare il Sindaco per qualcosa di importante che nessuno di voi ancora conosce. C’è un progetto molto importante che attinge alle fonti della Comunità Europea. Questo progetto, che comporta una spesa notevole - di cui solo il venti per cento è a carico del Comune ed il resto attinge dai fondi europei - viene fatto, come tutti i progetti che attingono ai fondi europei, da istituzioni, enti, associazioni, privati, imprese; quindi da una molteplicità di soggetti. L’Amministrazione Comunale ha indicato la nostra Associazione delle Tre Età quale uno dei partners di questo progetto che, speriamo, venga finanziato. Nel qual caso vedremo come intervenire, anche operativamente, per dare il nostro apporto al progetto stesso. Grazie .
AVV. DOMENICO TANZARELLA Grazie al professore Massari, presidente per lunga vita. Sono particolarmente onorato questa sera di essere presente nell’avvio di questa vostra nuova stagione. Tra l’altro, ascoltando l’illustrazione che il professore Zaccaria ha fatto di corsi e attività, sono entrato in una dimensione strana perchè questa sera ho avuto l’impressione che si stesse programmando veramente il futuro. I corsi di informatica, di inglese sono la dimostrazione, il classico esempio che, in realtà, anche in età adulta, si può ancora partecipare in maniera attiva alla formazione, e ancora qui stiamo parlando di formazione e allo sviluppo di un territorio, perché un territorio si sviluppa solo se c’è crescita culturale insieme. E quindi, io faccio gli auguri all’Associazione, che dimostra con questa grande perseveranza, coerenza e costanza nell’impegno, di essere un punto di riferimento nel contesto della nostra Città. Colgo l’occasione per esporvi alcune riflessioni, perché la conoscenza della realtà e di alcuni dati, molto spesso, è importante anche per partecipare in maniera attiva a quello che ci accade intorno. Io sono rimasto colpito, ieri, dalla lettura delle pagine centrali del Corriere della Sera: e questo a proposito dei progetti di Area Vasta, dei nostri limiti e delle carenze del Paese. Le pagine centrali del Corriere della Sera - riportando uno studio della Banca Intesa - facevano una rilevazione del livello delle infrastrutturazioni dei grandi servizi nel nostro Paese. E, quando dico grandi servizi, mi riferisco al problema dei rifiuti, a tutto quello che riguarda le infrastrutture, le autostrade, l’alta velocità. Purtroppo, quello che è accaduto negli ultimi sette, dieci anni nel nostro Paese ci ha fatto passare indietro alla Spagna che, invece, aveva una situazione molto più difficile della nostra. Cioè, noi abbiamo in Italia 53.000 auto per ogni chilometro di autostrada, una percentuale altissima rispetto al resto d’Europa; ma la cosa ancora più grave è che le nostre poche infrastrutture, costano tantissimo. Un chilometro di autostrada in Italia costa oltre trenta milioni di euro, in Spagna nove milioni, in Francia dieci milioni. L’alta velocità che noi abbiamo è una percentuale ridicola rispetto al resto d’Europa.fin qui L’altra situazione difficile è quella che riguarda i Comuni, le Regioni, la spesa e la difficoltà anche ad intervenire. Noi abbiamo delle realtà nel nostro Meridione, intorno ai duecento euro al giorno di spesa che gli enti locali fanno, a fronte, invece, degli otto, novecento euro del Trentino Alto Adige (che è il riferimento, la punta di diamante nel contesto italiano). Ed io sono stato felicissimo di constatare che noi, in Ostuni, siamo, in questi ultimi due anni, al livello dei comuni migliori d’Italia, perché stiamo spendendo quasi mille euro per ogni abitante nel complesso dei nostri interventi di infrastrutturazione. Ho provveduto anche a farvi un cartello per dirvi tutto quello che stiamo facendo. Un altro aspetto importante è questo: nel rapporto tra i dipendenti di un comune e il numero degli abitanti, in Italia, la media è130-135, cioè un dipendente per ogni 135 abitanti. Noi, pertanto, abbiamo un dipendente per ogni 235 abitanti, perciò con una spesa molto bassa. E questo ci consente poi di ricorrere anche a consulenze o a qualificati interventi per progettare. Altra cosa molto importante: in Italia si bruciano, o comunque si recuperano il 43% di rifiuti in meno rispetto al resto d’Europa. E questo è un altro dato impressionante perché noi guardiamo solo alla Campania, ma il problema è molto più generalizzato e va risolto in maniera definitiva. Ora, tutti quanti insieme partecipiamo a questo grande percorso per mettere a punto scelte che vadano nell’interesse del territorio e che migliorino la nostra qualità della vita. Stamattina, una delle prime notizie del televideo era che Calabrò, che controlla le nostre televisioni, ha detto che il livello e la qualità della nostra televisione è pessimo, è uno dei peggiori in Europa. Perché? Perché non c’è nessuna attenzione a quelli che sono temi e argomenti che appassionino, soprattutto, le giovani generazioni: la musica, il teatro, i libri. Queste sono le cose che vengono omesse e non prese in considerazione dalla nostra televisione. Quindi, il vostro servizio vi fa onore ed è qualcosa del quale, penso, che la città sia orgogliosa, soprattutto sulla scorta di quello che costituiamo anche in questo settore, cioè un esempio virtuoso per le altre università delle tre età che sono sparse nella nostra Regione. Mi auguro che continui l’esperienza di questi corsi a cui mi posso iscrivere pure io, perché ormai gli acciacchi mi prendono e quindi poter partecipare a questi corsi non è mai troppo tardi. Grazie per la vostra ospitalità, e auguri per questo vostro nuovo Anno Accademico.
PROF. GIOVANNI FRANCIOSO Siamo onorati e siamo felici di presentare nella seconda parte della serata una bella manifestazione in cui cerchiamo di valorizzare le voci ostunesi, le belle voci ostunesi. Non sono le uniche voci quelle che ascolteremo noi stasera, ma secondo noi sono tra le più importanti e, siccome molte di esse sono conosciute soprattutto al di fuori di Ostuni, è bene che Ostuni si faccia carico anche di questo e cioè, come diceva giustamente anche il Sindaco, dia spazio alla musica, all’arte, al teatro. E questa sera siamo onorati di fare questo e, soprattutto, di presentare dal vivo, esclusivamente dal vivo, ragazzi che hanno dato o che daranno lustro alla nostra Città. Io voglio presentarli uno per uno. Comincio con Jenni Farina. Jenni ha ventidue anni, ha frequentato il liceo classico ed ora frequenta l’Università degli Studi di Bari. Ha sempre coltivato con grande passione lo studio della musica, esibendosi per la prima volta a sedici anni e vincendo anche il premio canoro “Città Bianca”, un concorso a livello nazionale. Ha partecipato a diverse manifestazioni in Ostuni, ed anche al di fuori della nostra città, esibendosi anche in recitals personali, nei quali ha mostrato la sua grande personalità artistica e canora. Ha proseguito anche, e prosegue tuttora, facendo piano bar nella provincia di bari e i suoi artisti preferiti sono stati Madonna e Valva Stesals. Attualmente, come chitarrista, sta lavorando a un suo progetto personale che vi comunicheremo in seguito; ora, per scaramanzia, non diciamo con chi e quando. Passiamo ora agli altri artisti. Dario Laveneziana studia canto da cinque anni e lo conosco da tanto perchè l’ho avuto come alunno alla scuola media (e già dalla scuola media abbiamo iniziato a rovinargli la vita !!!). Ora frequenta il Conservatorio Musicale di Lecce, dove studia pianoforte e composizione. Ma al di là di questo, diciamo cosa ha vinto già: è stato semi–finalista nell’Accademia San Remo Lab nel 2007; ospite di tutte le tappe del concorso Miss Italia 2007 – 2008 nelle selezioni regionali della Puglia. Ha vinto il primo premio nel concorso “Una voce per Sanremo” sempre nelle selezioni pugliesi; secondo premio “Voci nuove 2008” e poi ha aperto il concerto dei ragazzi di “Amici” di Maria De Filippi, il 19 agosto 2008. Ospite d’onore per musica, profumi e colori per l’Eritrea, il 21 agosto 2008 a Monopoli, è finalista nazionale di “Una voce per Sanremo” con l’uscita di una compilation con distribuzione nazionale. Attualmente scrive testi e compone musica per un progetto discografico. È uscito un suo CD dalla Universal a livello nazionale. Giovanni Laveneziana è molto, molto bravo. Ora frequenta l’ultimo anno del Liceo Scientifico a Ostuni. Ha cominciato a suonare sul suo pianoforte a casa; poi gli ho consigliato di comprare la tastiera digitale che ascolteremo questa sera; infatti, oltre ai brani canori, ci farà ascoltare anche tutta la sua versatilità a livello strumentale. Giovanni ha scritto poco nel suo curriculum. Non voleva neanche darmelo: lui non si definisce musicista, ma si definisce solo cantautore, e non avendo frequentato il Conservatorio, non si ritiene tale, ma vi posso dire che tanta gente che non ha titoli cartacei, ma che pratica quest’arte, sicuramente ha un valore eccezionale. Ora si sta preparando per affrontare concorsi nazionali per musica d’autore. Cosa pensa Giovanni? Il suo pensiero è questo: che le canzoni abbiano la stessa funzione di un libro. Cioè devono raccontare o spiegare qualcosa. E lui lo fa, e qualche tempo fa ha inciso un CD in cui racconta le sue storie personali, che sono storie di vita vissuta. Angela Semerano per satura è la mia metà, ma vi posso assicurare che nulla da invidiare agli altri. Angela, nata nel 1993, inizia a cantare con una spazzola davanti al suo televisore e a nove anni, con l’aiuto degli amici dell’Accademia Ars Nova, comincia a perfezionare la sua voce e dove, ancora lì, frequenta le lezioni di canto. Partecipa e vince alcuni concorsi tra i quali spicca il Video–Festival- Live e, siccome l’arte non viene mai da sola, aggiunge all’attività canora anche quella strumentale iniziando anche lei a frequentare, nel 2006, lezioni di pianoforte principale presso il Conservatorio monopolitano “Nino Rota”. Nel 2007, come sapete, arriva il grande boom per Angela, perché ha vinto ed ha sbaragliato tutti i concorrenti nel concorso nazionale – ma conosciuto anche al di fuori del nostro Paese - di Castrocaro. Attualmente Angela frequenta la quinta ginnasiale presso il nostro Liceo “Calamo”, e si dedica con successo all’attività teatrale condotta dagli insegnanti dello stesso Liceo conseguendo anche prestigiosi premi. Tra qualche giorno saremo felici di vederla nella trasmissione su Rai Uno “Festa Italiana”, condotta da Caterina Balivo. Quindi non possiamo che augurarle un in bocca al lupo ed un futuro ancora più roseo. E infine, non per ultima, ma soltanto per ordine alfabetico, Sara Semeraro che voi già conoscete. Anche Sara inizia a recitare e a cantare molto presto. Nel maggio 2003 vince la seconda edizione del concorso “Premia la voce”, e nello stesso mese è seconda classificata al concorso nazionale canoro “Città Bianca”. C’è qualcosa in comune anche con Jenni.partecipa all’appuntamento annuale del festival della Parodia, organizzato dalla nostra carissima preside Maria Longo, una grandissima donna che organizza veramente una grande manifestazione, e il cui ricavato va tutto in beneficenza, ed io non posso che esser grato di quello che fa. Sara partecipa a diverse manifestazioni canore e vince per ben quattro volte il premio “Delfino” nei settori del canto, interpretazione ed espressione, un famoso concorso itinerante nelle piazze pugliesi. Ha frequentato .per cinque anni la scuola di musica e la scuola di danza classica e moderna, dove ha avuto come maestri quelli di danza della compagnia “Amici” di Maria De Filippi. Con la compagnia teatrale “Apulia” ha portato in Puglia e Calabria “Il gobbo e la Zingara”, liberamente tratto dal romanzo di Hugo, nel quale interpreta il ruolo della zingara Esmeralda. Sempre con la compagnia Apulia, ha interpretato il ruolo di Liolà. Dal 2006 fa parte della nuova opera popolare di Riccardo Cocciante, “Giulietta e Romeo”, in qualità di una delle sette Giuliette ed anche da corista.
PROF.SSA ANTONELLA COLUCCI Intanto, giusto due parole doverose nei confronti di questi ragazzi. Quando abbiamo chiesto loro di partecipare ad una serata su Lucio Battisti, voluta fortemente da me e da Giovanni, loro non hanno avuto dubbi. E questo ci ha fatto molto piacere. Ci ha impressionato moltissimo la loro umiltà, il loro mettersi in gioco e la voglia, soprattutto, di confrontarsi. Un confronto semplice, un confronto costruttivo, senza avere “manie”. Il Sindaco parlava della qualità pessima, della nostra televisione. Io ho notato in questi ragazzi la voglia non di esibirsi solo per il gusto di primeggiare o di esporsi, ma la voglia di comunicare. Nel curriculum di Dario Laveneziana c’era questa cosa importante, e cioè che la musica deve comunicare, deve dire qualcosa. Ed io credo che questi ragazzi, stasera, al di là del fatto che siano tutti bravissimi, vi emozioneranno come hanno emozionato noi durante le prove. Le canzoni in genere provocano emozioni, sensazioni, consolano, esaltano, a volte anche deprimono, suscitano entusiasmi e malinconie: giocano, insomma, con la nostra mente e con il nostro cuore: né più e né meno di quanto fanno un quadro, un film, un romanzo, una scultura, una fotografia, una poesia. Scrivere canzoni è, dunque, un’arte e Lucio Battisti era ed è un artista e a lui e alla sua arte vuole rendere omaggio questa serata. Grazie.
Esecuzione canora PROF. SSA. ANTONELLA COLUCCI Lo spunto da cui siamo partiti è un anniversario. Quarantadue anni sono passati dalla pubblicazione del suo primo quarantacinque giri, avvenuta nell’estate del 1966. Quarantadue anni nel corso dei quali la musica leggera ha prefissato molti cambiamenti, molte fasi, non solo a livello artistico, ma anche tecnologico. Cioè, potremmo dire che la tecnologia ha dato man forte anche all’arte. In questi anni si sono avvicendati solisti, gruppi, cantanti all’interno del panorama italiano, ma anche il cambiamento è avvenuto a livello produttivo e organizzativo, con le case discografiche che hanno mutato lentamente fisionomia con il passare degli anni. Lucio Battisti, però, è riuscito a passare indenne e a passare, diciamo, attraverso quattro decenni di musica, mantenendo sempre alto il livello della propria creatività e riuscendo a conservare intatta la voglia di non adagiarsi sui successi conseguiti; di muoversi, di battere nuove strade e di toccare sempre emozioni e sensazioni, insomma le corde dell’animo umano.
Esecuzione canora
PROF. GIOVANNI FRANCIOSO Abbiamo appena ascoltato Jenny Farina che ci ha presentato Il mio canto libero con il coro formato da tutti gli altri artisti. Ora è il momento di Dario, che ci presenta un altro brano “ E penso a te”. Sono tutti belli i brani di questa sera. Abbiamo scelto i più interessanti, le canzoni più belle di questo grande artista. Ci piace ascoltare questo silenzio religioso in sala, che non è sicuramente un silenzio di chi sta dormendo, ma è un silenzio interessante, perché tutti voi state seguendo attentamente. Seguirà Angela che ci canterà un altro brano di Battisti
Esecuzioni canore
PROF. ANTONELLA COLUCCI Continueranno adesso gli altri due artisti, però volevo dire qualcosa sul successo di Lucio Battisti, e soprattutto la sua caratteristica, la caratteristica di essere sempre un passo avanti agli altri, grazie ad un acutissimo senso musicale, sempre in grado di cogliere in anticipo i primi sintomi di cambiamento in atto nella canzone. Voi ricorderete che all’inizio della sua carriera, non fu visto come un vero e proprio cantante, o “interprete del bel canto”. Tuttavia, q ueste sono le conseguenze perché, se i nostri giovani riescono ad interpretare in una maniera così splendida Lucio Battisti, vuol dire che in effetti ha segnato abbastanza questo artista. Un’altra delle ragioni di questo suo successo sta nel fatto di essere all’avanguardia, e di gestire personalmente la propria musica. Questo perché? Intanto per una caratteristica del suo carattere molto scontroso (anche se poi racconteremo degli aneddoti che riguardano anche degli aspetti simpatici della sua personalità); ha gestito sempre da solo la propria musica, ha potuto concentrare la sua attenzione sulla forma della canzone, reinventandola, ridefinendola, allargandone le possibilità, valutandone la capacità di sopportare un totale stravolgimento. E questo lo si nota nelle canzoni che, in un certo senso, partono in maniera classicheggiante, ma poi evolvono in soluzioni innovative, almeno per l’epoca. Pensate, per esempio, a quanti hanno ascoltato canzoni bellissime come Mi ritorni in mente, ma ne potremmo citare tantissime altre o tutte. Sicuramente a ciascuna di queste canzoni ognuno di noi ha affidato i suoi ricordi, la sua memoria, le sue emozioni perché queste canzoni, secondo me, hanno proprio la capacità di cogliere un pezzo di noi, sicuramente una piccola parte di noi. E adesso lasciamo Giovanni Laveneziana con “Emozioni”. Lucio Battista non era uno da grandi chiacchiere, non dava notizie della sua vita, delle sue idee o dei fatti che riguardavano la sua vita; era uno tra gli artisti più restii a farsi fotografare, intervistare; era uno che non concedeva autografi. Era capace però di usare un foglio di carta per modellare una barchetta e regalarla al fan di turno. Una volta cantata la vita, più la nostra che la sua, si chiudeva a riccio e si trasformava in un perfetto sconosciuto con l’ossessione di difendere ad oltranza la privacy. E questo è riportato anche dalla testimonianza di alcuni ostunesi, più o meno della mia età, che insomma si erano appostati davanti a casa sua per un bel po’ di tempo, ma lui non aveva concesso assolutamente niente. Addirittura, ad un signore che era stato lì per giorni e gli aveva chiesto ”Mi conceda due minuti, mi faccia un autografo”, lui aveva risposto: “Qui non abita Lucio Battisti, ma qui abita un uomo con la sua famiglia”. Ripeto: lui era molto geloso della sua privacy. Un personaggio complesso, di cui meno si sapeva e più si voleva scoprire, più era il mistero e più lo si amava per le sue canzoni, perché erano le sue uniche cose certe.
PROF. GIOVANNI FRANCIOSO Sara ci canta un altro bel brano, uno dei più recenti che abbiamo ascoltato ma prima di farla esibire, vorrei puntualizzare una cosa. Io e Antonella abbiamo scelto di far cantare i ragazzi soltanto con l’ausilio del pianoforte, senza basi musicali, perché il pianoforte mette in luce la loro voce, la loro tessitura vocale che è bellissima, e soprattutto non li sovrasta, ma li accompagna. E siccome poi Giovanni fa degli arrangiamenti molto belli e molto interessanti, allora abbiamo preferito proporveli in questo modo, senza deturpare la loro voce con basi musicali che possono essere anche bellissime, fatte da tanti strumenti, ma che poi rovinano un po’ il tutto. Canzoni con pochi accordi, spesso quasi unici, accordi che quasi i bimbi riescono a suonare. Gli piaceva davvero l’idea che l’accordo fosse un qualcosa di speciale, e non una semplice unione di note, come si dice nel linguaggio armonico. E diceva spesso che il suo sogno era quello di comporre le canzoni con un solo accordo. Come cantante, invece, si convinse di essere bravo, anche se non dotato di una bellissima voce, però una voce molto, molto particolare. Anche in canzoni molto semplici, come Acqua azzurra acqua chiara ci vuole un senso ritmico della voce che non è comune e che solo lui aveva. Il suo falsetto: un falsetto straordinario ed unico, e chi aveva capito tutto questo era, appunto, Mogol. Mogol, che era anche un bravo affarista, lo spronava e gli insegnava a cantare meglio. Lo sanno tutti: Mogol è un po’ così, squadrato, ma anche stonato, però aveva ed ha un orecchio fantastico e soprattutto è cocciuto. Ha le idee molto chiare e non sbaglia mai. E lui su Battisti sicuramente non ha sbagliato. Ora andiamo avanti con Jenni che canta una canzone splendida, poetica: “Mi ritorni in mente”. Segue Dario Laveneziana con “Giardini di marzo”. Angela Semerano che ci canta “Io vivrò”, quel brano che soprattutto mette in luce le sue qualità vocali. È un brano che ha bisogno di una bella estensione vocale.
Esecuzioni canore
PROF. SSA ANTONELLA COLUCCI Sono usciti un sacco di libri ultimamente su Lucio Battisti. Io ne ho consultato qualcuno e una testimonianza interessante - al di là di tutto quello che è stato detto, perché è stato detto tanto - è quella di Ivana Maiocchi, un’importante produttrice discografica che lo ha conosciuto molto bene ed ha lavorato con lui per molto tempo. Dice che Battisti era - al di là di quello che tutti pensano e pensavano – “simpatico e brillante; aveva una sua ritrosia, diciamo timidezza, ma solo con chi non conosceva”. Non amava la mondanità, questo sicuramente. Dice la leggenda che fosse avaro, ma la Maiocchi dice. “Io non sono d’accordo, piuttosto non era uno spendaccione. Era molto equilibrato, viveva da professionista senza ostentazione e senza esagerazione, molto onesto anche col fisco, molto serio; non ha mai voluto nascondersi dietro società fantasma o cose del genere” . A volte, dice, era capace di certe impennate di ironia che non ti aspettavi. E sempre la Maiocchi dice: ricordo una volta che siamo andati al supermarket, solo io e lui. Entriamo e ci sono delle ragazzine che lo riconoscono e gli si fanno incontro “Sei tu Battisti?” chiedono a lui timide e lui: “Magari!” Il ricordo più dolce di quegli anni è di una volta che andai a trovarlo con mia figlia che gli chiese un autografo. Lui, era noto, non amava fare autografi. -Che te ne fai della mia firma?- diceva. - Lucio sono io, sono le mie canzoni -. Quella volta fu gentilissimo. “Ti regalo qualcosa di mio, invece” e le fece una barchetta di carta. Adesso continuiamo con Giovanni, che ci canta “La luce dell’est”.
Esecuzione canora
PROF. GIOVANNI FRANCIOSO Sono stati bravissimi. Ci è piaciuto vedere la sala ancora piena alla fine della manifestazione. Anche il Sindaco, che qualche volta, per impegni deve andare via, invece questa sera è stato piacevolmente con noi e siamo davvero soddisfatti. Vedo di avervi dato una buona prova della validità dei giovani ostunesi. Ci dispiace per chi non c’era, e per chi non c’è stato. Questi giovani li vedremo nel futuro sulle reti nazionali e spero anche su quelle internazionali, e tutti quanti potremo dire: quella sera io c’ero e sono contento di essere ostunese come loro Concludiamo con Sara Semeraro che ci canta l’ultimo brano “Insieme”.
Esecuzione canora
PROF. ANTONELLA COLUCCI Io volevo raccontarvi l’ultima testimonianza, a proposito di Lucio Battisti, grande come i Beatles, ma se i Beatles sono stati un fenomeno globale, Battisti è stato un fenomeno globale, però esclusivamente italiano. È difficile spiegare perché, ma Battisti rappresenta un esempio di artista legato strettamente al nostro paese, alla nostra tradizione, alla nostra cultura e, soprattutto alla nostra lingua. Perché vi dico questo? Perché ci fu un tentativo di portare Battisti oltre oceano e il tentativo non riuscì nel senso che fu pubblicato un disco cantato, tradotto in inglese, che non ottenne un grandissimo successo in America. Le prime critiche arrivarono proprio sulla pronuncia, una pronuncia un po’ troppo italianizzante, quasi romanesca, e la traduzione fu molto stentata per l’americano. I testi, che erano vere e proprie poesie, risultavano aridi e sterili per la lingua americana e per questo fatto il disco non ebbe grande successo. L’esperienza americana di Battisti finì brevemente. Le sue canzoni, quindi, - e ce ne accorgiamo a distanza di tanto tempo - sono fortemente radicate nella nostra cultura, soprattutto nella nostra lingua. E permettetemi questa piccola considerazione: ci piace pensare che Battisti sia un’artista di portata internazionale, ma sicuramente italiano. Chiudiamo ringraziando l’Università delle Tre Età che ha dato sia a me che al professore Francioso la possibilità di esprimerci in un certo modo. Buonasera a tutti. |


