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LA STORIA DELLE CONFRATERNITE E LA LORO INFLUENZA NELLA VITA SOCIALE è il tema della relazione che la Dott.ssa Antonietta Moro, già Direttrice della Biblioteca Comunale di Ostuni, terrà Venerdì 3 Maggio 2019 con inizio alle ore 18 presso la Biblioteca Comunale di Ostuni.
L’incontro,  promosso dalla Università delle Tre Età rientra nel Corso ‘ Recupero della memoria storica ‘ e tende a ricostruire un pezzo importante della storia civile religiosa e sociale della nostra Città.
Le confraternite, com’è noto, sono forme di associazionismo laico con scopo religioso che alcuni storici fanno risalire all’era cristiana, quando “fratelli”, accomunati dalla fede e ideali cristiani, si riunivano in luoghi segreti (catacombe) per sfuggire alle persecuzioni.
Con lo scorrere del tempo, le confraternite assumono via via forme e finalità diverse a seconda delle varie epoche storiche e delle realtà territoriali  che caratterizzano la nostra penisola.
Un impulso decisivo ai fini della nascita e dell’affermazione di nuove istituzioni confraternali in tutta Italia, da Nord a Sud e nelle isole, fu dato dal Concilio di Trento nella seconda metà del 1500, quando  le confraternite, alle finalità assistenziali, aggiungono il compito di combattere le eresie e il protestantesimo e, grazie ai gesuiti in particolare, si diffondono  fino alla Terra d’Otranto, quasi con finalità missionaria.
Grazie a questo ruolo, le confraternite  entrano a far parte del tessuto sociale, economico (beneficiari di lasciti di immobili e di denaro, praticavano forme di prestito con interessi a tutti i ceti sociali indistintamente); e, di conseguenza, si inseriscono anche nella vita politica dei comuni (molti notabili facevano parte di confraternite), contribuendo, contestualmente, in qualità di committenti, all’arricchimento artistico-architettonico (chiese, oratori, gentilizi, arredi sacri) e letterario (di particolare intensità liturgica le “odi sacre” della Settimana Santa) dei luoghi di appartenenza.
Altro filo conduttore che caratterizza la vita e l’attività di questi sodalizi  è  il culto dei morti, dal momento del trapasso fino alla sepoltura in luoghi sacri e comuni (catacombe, sepolcreti, cimiteri), esorcizzato dalla speranza di un “futuro” post mortem.
    In questo panorama storico va inserita la realtà confraternale ostunese con i suoi sodalizi documentati soprattutto dal XVI secolo in poi, il cui esempio rappresentativo va ritrovato nella settecentesca confraternita della Purificazione della Vergine Maria legata alla festa della “Candelora”, istituita da un padre Gesuita presso l’antica chiesa di Ogni Santi ubicata all’interno della Porta del Ponte, principale accesso alla Ostuni medievale: duecento anni di storia estintasi agli albori del ‘900, perché inglobata in un’altra facoltosa e influente confraternita sorta per volontà di mons. Nicola Matone, quella della Madonna dei Fiori.
‘Insomma –commenta Lorenzo Cirasino – un’occasione importante per approfondire la conoscenza di una parte significativa della storia della nostra comunità  grazie alla competenza della relatrice e alle letture di documenti e brani letterari che accompagneranno lo svolgimento della serata.‘